Quartieri 

Via San Lorenzo invasa dai banchetti abusivi di artigiani e commercianti

Lo spazio (gratuito) sarebbe riservato ad artisti-operatori del proprio ingegno ed è invece abusivamente occupato da artigiani e commercianti. Già lo scorso anno della questione si era occupato l’allora questore Sergio Bracco

Lo spazio, gratuito, sarebbe riservato agli “operatori del proprio ingegno”. Invece via San Lorenzo è quasi completamente invasa da artigiani e commercianti che piazzano abusivamente. Con l’arrivo della primavera, la strada, quella della cattedrale, quella che risale verso palazzo Ducale e De Ferrari, frequentatissima dai turisti, è diventata di nuovo un accampamento di carabattole varie. Perché di arte, quantomeno nel tratto di strada che va dalla cattedrale a piazza Raibetta, non c’è traccia. Sui banchi ci sono alcuni oggetti artigianali, alcuni dei quali anche di pessimo gusto, ma anche merce con evidenza acquistata: bigiotteria, scacciapensieri che imitano quelli dei nativi americani, portachiavi, bambole e cianfrusaglie di ogni sorta. C’è persino un robivecchi, che certo non produce niente col proprio ingegno. Alcuni dei banchetti sono anche brutti da vedere, con enormi scritte nonostante piazzino in una via tutelata, tra gli antichi palazzi.
Lo spazio, gratuito, è stato destinato da un regolamento comunale della passata giunta agli opi, “operatori del proprio ingegno”. Che sono individuati per legge nazionale in artisti: pittori, scultori, fotografi, scrittori che possono riprodurre sul posto la propria opera. E che sono esentati anche dal pagamento dell’Iva. Una risoluzione della Direzione generale del ministero dello Sviluppo economico, rispondendo al quesito di un corpo di polizia locale, spiega a chiare lettere che è opi <chi venda o esponga per la vendita le proprie opere d’arte, nonché quelle dell’ingegno a carattere creativo, comprese le proprie pubblicazioni di natura scientifica od informativa, realizzate anche mediante supporto informatico>, e di <non poter considerare come opera dell’ingegno creativo ogni attività che presenti i caratteri dell’artigianato, anche artistico> ritenendo infatti <che come opere dell’ingegno a carattere creativo potessero intendersi tutte quelle opere frutto del proprio ingegno, prodotte non professionalmente, cioè non realizzate in serie, non classificabili come opere d’arte e vendute direttamente ai privati> sottolineando anche <l’importanza del criterio della occasionalità: ovvero l’attività di specie deve essere svolta in modo occasionale e saltuario senza il carattere della continuità in modo da non configurarsi come attività di impresa>. Appare quindi chiaro come l’accampamento commerciale di San Lorenzo, così come è, non può essere né regolare é regolarizzabile con le attuali norme in vigore.

In San Lorenzo, invece, ci sono bancarelle che stazionano da anni nei giorni di maggior presenza turistica o addirittura tutti i giorni e operatori (commercianti o artigiani) che sembra siano addirittura in possesso di partita Iva. Che, insomma, si piazzano nei posti migliori senza pagare (e facendo quindi concorrenza sleale ai negozi e agli ambulanti che lì non possono piazzare nemmeno pagando). Ingombrando una strada che, tra l’altro, è tra quelle attenzionate dalla Prefettura nell’ambito della prevenzione al terrorismo, tanto che vi sono installati i cubi pensati e realizzati da Aster per il Comune. Già lo scorso anno della presenza di questi venditori in collocazione abusiva si era occupato l’allora questore Sergio Bracco. Il Comune ha preso tempo, spiegando che il registro esistente prevedeva un albo degli opi, da redigere. Alcuni opi veri (come da normativa nazionale), solitamente piazzati in cima alla strada, infatti, hanno veramente il diritto di sistemarsi. Recentemente c’è stata la prima riunione della commissione, presieduta da un commerciante designato dalle associazioni di categoria, che ha regolarizzato una quindicina di operatori, non si sa se secondo quanto previsto dal regolamento comunale o se secondo la legge nazionale che lo superare gerarchicamente. (Sotto: il regolamento comunale che, comunque, non può prevalere sulla legge nazionale.


Certo è che il problema ora si ripropone con prepotenza vista la quantità di banchetti schierati per la ripresa della stagione turistica e perché stanno cominciando le scaramucce per occupare i posti migliori tra i venditori che potrebbero dar luogo a problemi di ordine pubblico.
Per i venditori che la legge nazionale non riconosce come opi sono previsti una sanzione di 5 mila euro e il sequestro dell’intera merce.

Sotto: le foto della merce che fanno ben comprendere come di artistico non ci sia proprio nulla.

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